Antimperialismo nel Mediterraneo

 

Dal nostro compagno Leonardo riceviamo e volentieri pubblichiamo

Gli antimperialisti italiani hanno appena cominciato ad affacciarsi alla geopolitica, abbandonando progressivamente quell'inutile moralismo pacifista che ha contraddistinto qualsiasi discorso critico nei confronti degli USA da almeno gli Anni '70. 

 

Si tratta però ancora di un' interessamento da "spettatori" alle dinamiche internazionali: ci si limita ad appoggiare le manovre di Cina, Russia e Iran, cosa giustissima e necessaria, senza però elaborare una visione propriamente italiana. A ciò contribuiscono anche i retaggi di terribili decenni in cui i comunisti sono passati da una eterna e costretta opposizione all'abbracciare le posizioni anarcoidi e negriane del ripudio di qualsiasi forma di autorità.

 

Non basta protestare contro le installazioni militari della NATO nel nostro Paese. Il compito degli antimperialisti italiani è molto più grande. Serve chiedersi: cosa significa portare avanti una politica antimperialista nella nostra parte del mondo, ossia il Mediterraneo?

 

Gibilterra, Malta e Cipro: ecco tre avamposti dell'imperialismo che rendono possibile il controllo americano del Mediterraneo, che fungono da retrovia per Israele e che facilitano il controllo dell'Africa settentrionale e dell'Asia occidentale.

 

Ecco, io penso che a tutto ciò non venga data abbastanza attenzione.

E penso che un'Italia indipendente e che i comunisti italiani non possano non porsi il problema di Malta, che, tra i tre avamposti dell'imperialismo, è quello a noi più vicino.

 

Più che alla "unione delle lotte" disobbedienti, servirebbe sviluppare strumenti di cooperazione con le forze antimperialiste spagnole e turche, perché la liberazione del Mediterraneo dagli yankee e dai loro servi è quanto possiamo fare per contribuire alla lotta globale contro l'imperialismo. 

 

@inprimopiano

 

10 agosto 2026